Chiesa Parrocchiale di San Rocco, monumento nazionale

Il nome di San Rocco, santo protettore dalla peste, fu scelto per l’antica chiesa romanica che, non sopravvivendo oltre il ‘600, fu ricostruita ex novo a partire dal 1627 su progetto dell’architetto milanese Francesco Maria Riccini. La ricostruzione coincise con la terribile pestilenza di cui scrisse Manzoni ne “I Promessi Sposi” che colpì anche il Cusiano.

La facciata della chiesa, di impronta classica, rimase per secoli incompiuta ed è stata portata a termine solo nel 1933 da Carlo Nigra, architetto miasinese di adozione. La chiesa, consacrata nel 1648 dall’arcivescovo novarese Antonio Tornielli, presenta quindi un carattere barocco che, dopo i lavori di ristauro la rende davvero unica. Le cappelle sono notevoli, quasi tutte risalenti al XVII secolo, e possiamo ringraziare le famiglie borghesi ed aristocratiche miasinesi più in vista, le cui generosità hanno lasciato un patrimonio storico-artistico di sorprendente importanza per un paese così piccola. Stucchi, dorature, affreschi e dipinti su tela sono tutti di prim’ordine in questa chiesa che a 45m di lunghezza e 27 di larghezza, è tra le più grandi di tutto il Novarese. L’altare maggiore barocco in marmi policromi, bronzi cesellati del ‘600, il coro con gli stalli lignei, il battistero sono tutti esemplari opere. Dopo lunghi anni di abbandono, la chiesa è tornata a risplendere in tutta la sua bellezza barocca grazie agli sforzi dei Canonici Regolari Premostratensi giunti nel 1997 e in gra parte l’arciprete Primo Cologni che in una decina di anni riuscì a riportare la chiesa il più possibile al suo stato originale. Molte tele sono già state ristaurate, altre sono ancora in corso d’opera.

Alcuni nomi di artisti ed artigiani importanti che collaborarono alla realizzazione del patrimonio artistico:

Giovanni Battista Cantaluppi, Carlo Cane da Gallarate, Federico Bianchi, Giulio Cesare Procaccini, Giuseppe Zanatta, Giuseppe Nuvolone, Giorgio Bonola di Corconio, Andrea Lanzani, Stefano Maria Legnano detto il Legnanino

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